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Ecco quello che il Web conosce su di te!

Martedì, 29 Novembre 2016 Scritto da 
Ecco quello che il Web conosce su di te!

In molti, pensano che l’era dei social network abbia portato, anche in presenza di normative sulla privacy sempre più stringenti (vedi “Tutela dei dati personali: dal 2018 nuove regole comuni per la Privacy”), ad una eccessiva esposizione di gran parte della nostra vita privata a prescindere dalla nostra volontà, fornendo in pasto alla Rete una grandissima quantità di informazioni che potrebbero essere utilizzate anche senza il nostro consenso esplicito.

A conferma della veridicità di quanto detto, vogliamo presentarvi una nuova esperienza interattiva, lanciata recentemente da Ubisoft attraverso la quale, infatti, è possibile a tutti, con pochi click, entrare in contatto con un "oracolo virtuale” che sa tutto di noi e, addirittura, di un nostro probabile futuro!

Un po’ scettici all’inizio, non nascondiamo che ci siamo fatti prendere dalla meraviglia indagando sulle capacità predittive di questo programma che si serve di dati estrapolati dalla Rete per formulare un nostro profilo, nonché, previsioni sulla vita futura.

E’ stato, infatti, sviluppato in collaborazione con il Centro di Psicometria dell'Università di Cambridge ed è basato effettivamente su alcune approfondite ricerche scientifiche che hanno visto la partecipazione di più di 6 milioni di utenti e un’infrastruttura su misura appositamente progettata in grado di contenere 6,4 miliardi di punti di dati.

Predictive World (predictiveworld.watchdogs.com), questo è il suo nome, è un software in grado di elaborare dati sulla personalità e sui nostri comportamenti e abitudini attuali tanto da riuscire a formulare delle previsioni che vengono riassunte all’interno di un’interfaccia accattivante il cui effetto futuristico è potenziato dalla coinvolgente musica di sottofondo.

Il sistema è in grado di effettuare oltre 60 previsioni per ciascun individuo, dalla personalità all’intelligenza, fino all’aspettativa di vita e, persino, alla propensione al rischio finanziario. Il tutto, raccogliendo e analizzando le tracce telematiche degli utenti e combinandole con enormi quantità di dati aperti.

Le previsioni di questo algoritmo sono, pertanto, basate su tracce telematiche, informazioni pubbliche e interazioni che ogni utente ha con i social network ma, non solo. Possono, infatti, anche essere migliorate dall’utente che può fornire al sistema informazioni più corrette e personalizzate sui singoli aspetti presi in considerazione dal software.

Questo non può non portare a riflettere su come, ogni giorno, più o meno consapevolmente, creiamo gigabyte di dati sulle nostre preferenze, sui nostri acquisti, sulla nostra vita privata che si accumulano in Rete e che possono essere utilizzati da terzi anche a nostra insaputa.

Queste tipologie di software, a nostro parere, servono a ricordarci come, la raccolta sistematica di grandi quantità di dati privati, stia segnando, inevitabilmente, la nascita di una nuova era di condivisione delle nostre informazioni che, se non gestita in maniera adeguata, potrebbe arrivare a minacciare, irreversibilmente, le nostre libertà individuali.

Questo è l’oggi. Ma cosa dovremo aspettarci per il prossimo futuro? Riusciremo a conciliare libertà di espressione e di azione in Rete con i nostri diritti di privacy e di tutela della nostra intimità e degli spazi di vita privata che non desideriamo condividere con il resto del mondo?

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