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E' ormai noto che i Social Network stiano contribuendo, in modo consistente, alla diffusione del cosiddetto "Technostress", un fenomeno nato, negli anni '80, con lo sviluppo delle tecnologie digitali. Ci chiediamo, tuttavia, in questo articolo, se ci siano prove scientifiche che i Siti di Social Network (SNS) stiano creando una nuova forma di dipendenza legata proprio al loro sempre maggiore utilizzo quotidiano in tutte le fasce di età.

La risposta ce la da un recente studio condotto dai ricercatori delle Università di Lancaster, dell'Università di Bamberga e Friedrich-Alexander Univeristät Erlangen-Norimberga, che ha analizzato il comportamento di 444 utenti Facebook con l’obiettivo di studiare il fenomeno del technostress, ovvero, quella particolare forma di stress causato dalle tecnologie digitali e dall'utilizzo di SNS come Facebook ed Instagram.

La ricerca, tuttavia, arriva a risultati sui quali è davvero sorprendendi, affermando che gli utenti che hanno manifestato segnali di technostress, sono stati portati a mitigarlo utilizzando altre funzionalità all'interno della  piattaforma che è stata causa del loro affaticamento. Questa tipologia di comportamento compulsivo tende, in modo ricorsivo, ad accrescere il problema iniziale, aggiungendo allo stress lo sviluppo di una vera e propria dipendenza dall'utilizzo del Social.

Anche quest'anno il report di Casaleggio Associati ci fornisce il punto della situazione sullo sviluppo dell'e-commerce in Italia e all'estero facendo luce sulle strategie in grado di strutturare e implementare al meglio il proprio business online.

Su scala mondiale, le vendite online sono la nuova frontiera del commercio e questo dipende in parte dalle abitudini dei consumatori sempre più dipendenti dai nuovi device elettronici fra cui smartphonetablet ma anche smart tv.

I dati del report dimostrano una rivoluzione dell'approccio al mondo del retail. Si evince infatti che dei 4,3 miliardi di persone che accedono a Internet, 3,9 navigano da mobile, di questi ultimi il 59% effettua acquisti online tramite i propri dispositivi di ultima generazione.

Si chiama Google Discover il nuovo servizio della casa di Moutain View presentato in occasione del ventesimo compleanno del colosso americano integrato in Google Assistant e, oggi, implementato di default nella home page delle versioni mobile del motore di ricerca.

La funzione è nuova solo in parte: non è altro che l'evoluzione di Google Feed ed è in grado di generare notizie personalizzate in linea con gli interessi di chi naviga sullo smartphone. Una mossa, quella del colosso americano, che sfrutta le potenzialità dell'intelligenza artificiale e che ha come obiettivo l'ampliamento del proprio ventaglio di strumenti digitali e la customizzazione dell'esperienza sul browser dei suoi milioni di utenti.

Dopo averne approfondito in segreto strategie, tecnologie e funzionalità, la scorsa settimana Facebook ha pubblicamente annunciato il lancio, a partire dalla prima metà del 2020, di una nuova criptovaluta battezzata con il nome di Libra (dal nome dell'unità monetaria dell'antica Roma) che sarà una sorta di “GlobalCoin” gestita, inizialmente da un gruppo di 28 membri fondatori fra cui grandi grand internazionali del calibro di Visa, Mastercard, Vodafone, Iliad, Uber, Ebay, Spotify, PayPal, Coinbase, Xapo, ecc. e, ovviamente, Facebook, in qualità di mente dell'iniziativa, ai quali, tuttavia, potranno aggregarsi ulteriori attori che decidessero di investire nel progetto cifre superiori ai 10 milioni di dollari.

Si stima che il progetto complessivo potrà contare su un investimento iniziale di oltre un miliardo di dollari.

Ma vediamo meglio i dettagli del progetto “Libra” analizzando obiettivi, tecnologie ed opportunità ma anche i dubbi, le critiche e le perplessità sollevate da nuomerosi soggetti istituzionali di primario rilievo in campo finaziario, giuridico e istituzionale.

Come ogni anno, è tempo di bilanci per il mercato dell'Ecommerce del nostro Paese. Ecco, allora, una sintesi ragionata dei principali trend di settore, elaborata a partire dalle statistiche contenute nel report della Casaleggio Associati per il commercio online italiano del 2018.

Iniziamo con l'affermare che il trend relativo all'utilizzo della Rete continua ad essere costantemente in crescita anche in Italia dove ha raggiunto quasi il 90% della popolazione tra gli 11 e i 74 anni.

I collegamenti da dispositivi mobili hanno ormai superato quelli da dekstop, cosa che ha portato i motori di ricerca e Google in particolare, all'attribuzione di una sempre maggiore rilevanza a siti web e piattaforme di tipo responsive sviluppate attraverso un approccio “mobile first”.

I settori merceologici che hanno manifestato una crescita maggiore sono quelli della salute e della bellezza (+39%), quello del fashon e della moda (+28%) seguito, a poca distanza, da quello alimentare e della spesa online. Cresce, anche se più lentamente, l'editoria grazie a servizi digitali come Spotify, Netflix ed Infinity che hanno stanno guadagnando i favori di un numero sempre maggiore di utenti.

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