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Massimo Angelelli

Massimo Angelelli

Responsabile area "Social Marketing & SEO"

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E' ormai noto che i Social Network stiano contribuendo, in modo consistente, alla diffusione del cosiddetto "Technostress", un fenomeno nato, negli anni '80, con lo sviluppo delle tecnologie digitali. Ci chiediamo, tuttavia, in questo articolo, se ci siano prove scientifiche che i Siti di Social Network (SNS) stiano creando una nuova forma di dipendenza legata proprio al loro sempre maggiore utilizzo quotidiano in tutte le fasce di età.

La risposta ce la da un recente studio condotto dai ricercatori delle Università di Lancaster, dell'Università di Bamberga e Friedrich-Alexander Univeristät Erlangen-Norimberga, che ha analizzato il comportamento di 444 utenti Facebook con l’obiettivo di studiare il fenomeno del technostress, ovvero, quella particolare forma di stress causato dalle tecnologie digitali e dall'utilizzo di SNS come Facebook ed Instagram.

La ricerca, tuttavia, arriva a risultati sui quali è davvero sorprendendi, affermando che gli utenti che hanno manifestato segnali di technostress, sono stati portati a mitigarlo utilizzando altre funzionalità all'interno della  piattaforma che è stata causa del loro affaticamento. Questa tipologia di comportamento compulsivo tende, in modo ricorsivo, ad accrescere il problema iniziale, aggiungendo allo stress lo sviluppo di una vera e propria dipendenza dall'utilizzo del Social.

Anche quest'anno il report di Casaleggio Associati ci fornisce il punto della situazione sullo sviluppo dell'e-commerce in Italia e all'estero facendo luce sulle strategie in grado di strutturare e implementare al meglio il proprio business online.

Su scala mondiale, le vendite online sono la nuova frontiera del commercio e questo dipende in parte dalle abitudini dei consumatori sempre più dipendenti dai nuovi device elettronici fra cui smartphonetablet ma anche smart tv.

I dati del report dimostrano una rivoluzione dell'approccio al mondo del retail. Si evince infatti che dei 4,3 miliardi di persone che accedono a Internet, 3,9 navigano da mobile, di questi ultimi il 59% effettua acquisti online tramite i propri dispositivi di ultima generazione.

Si chiama Google Discover il nuovo servizio della casa di Moutain View presentato in occasione del ventesimo compleanno del colosso americano integrato in Google Assistant e, oggi, implementato di default nella home page delle versioni mobile del motore di ricerca.

La funzione è nuova solo in parte: non è altro che l'evoluzione di Google Feed ed è in grado di generare notizie personalizzate in linea con gli interessi di chi naviga sullo smartphone. Una mossa, quella del colosso americano, che sfrutta le potenzialità dell'intelligenza artificiale e che ha come obiettivo l'ampliamento del proprio ventaglio di strumenti digitali e la customizzazione dell'esperienza sul browser dei suoi milioni di utenti.

Dopo averne approfondito in segreto strategie, tecnologie e funzionalità, la scorsa settimana Facebook ha pubblicamente annunciato il lancio, a partire dalla prima metà del 2020, di una nuova criptovaluta battezzata con il nome di Libra (dal nome dell'unità monetaria dell'antica Roma) che sarà una sorta di “GlobalCoin” gestita, inizialmente da un gruppo di 28 membri fondatori fra cui grandi grand internazionali del calibro di Visa, Mastercard, Vodafone, Iliad, Uber, Ebay, Spotify, PayPal, Coinbase, Xapo, ecc. e, ovviamente, Facebook, in qualità di mente dell'iniziativa, ai quali, tuttavia, potranno aggregarsi ulteriori attori che decidessero di investire nel progetto cifre superiori ai 10 milioni di dollari.

Si stima che il progetto complessivo potrà contare su un investimento iniziale di oltre un miliardo di dollari.

Ma vediamo meglio i dettagli del progetto “Libra” analizzando obiettivi, tecnologie ed opportunità ma anche i dubbi, le critiche e le perplessità sollevate da nuomerosi soggetti istituzionali di primario rilievo in campo finaziario, giuridico e istituzionale.

Come ogni anno, è tempo di bilanci per il mercato dell'Ecommerce del nostro Paese. Ecco, allora, una sintesi ragionata dei principali trend di settore, elaborata a partire dalle statistiche contenute nel report della Casaleggio Associati per il commercio online italiano del 2018.

Iniziamo con l'affermare che il trend relativo all'utilizzo della Rete continua ad essere costantemente in crescita anche in Italia dove ha raggiunto quasi il 90% della popolazione tra gli 11 e i 74 anni.

I collegamenti da dispositivi mobili hanno ormai superato quelli da dekstop, cosa che ha portato i motori di ricerca e Google in particolare, all'attribuzione di una sempre maggiore rilevanza a siti web e piattaforme di tipo responsive sviluppate attraverso un approccio “mobile first”.

I settori merceologici che hanno manifestato una crescita maggiore sono quelli della salute e della bellezza (+39%), quello del fashon e della moda (+28%) seguito, a poca distanza, da quello alimentare e della spesa online. Cresce, anche se più lentamente, l'editoria grazie a servizi digitali come Spotify, Netflix ed Infinity che hanno stanno guadagnando i favori di un numero sempre maggiore di utenti.

Eccoci, come ogni anno, a fare il punto sulla situazione dell'eCommerce in Italia aiutati dai risultati emersi dall'importante evento organizzato dall'Osservatorio eCommerce B2c nell'ottobre 2018 e promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano e da Netcomm, nel quale, analogamente alle annualità precedenti, è stata dettagliatamente illustrata la situazione attuale, nonchè, i trend che caratterizzano l'andamento del commercio elettronico italiano.

Tutti i dati ed i report statistici presentati nel convegno sono stati elaborati a partire dal comune obiettivo di analizzare quanto sia realmente in crescita il valore per le imprese italiane che hanno accettato la sfida dell'eCommerce all'interno di un mercato che, nel complesso, risulta in costante sviluppo.

Rispetto al 2017, i numeri degli acquisti online a livello internazionale sono, infatti, notevolmente aumentati, con Cina (+19%, 1.000 miliardi di euro) e Stati Uniti (+12%, 620 miliardi di euro) che rimangono in testa, seguiti poi dall'Europa che registra, anch'essa, un aumento del 12% per un valore complessivo pari a 600 miliardi di euro).

Con internet e l'avvento dell'era digitale, le aziende hanno potuto aprire nuovi orizzonti per i propri business cogliendo vantaggi ed opportunità impensabili fino a un paio di decenni fa.

Il web ha permesso, a chi svolge un'attività di impresa, non solo di promuovere in modo più efficace prodotti o servizi entrando più intesamente ed efficacemente in contatto con il proprio pubblico di riferimento, ma anche di poter intercettare e comprendere meglio i bisogni del mercato riducendo, significativamente, le distanze che, in passato, separavano le aziende dai clienti e, in generale, dai mercati di riferimento.

Comprese le potenzialità del web, oggi, la maggioranza delle aziende hanno o, comunque, si stanno adoperando per avere una adeguata presenza sulla Rete, riconoscendo che realizzare un buon sito web o gestire in modo corretto i canali social, possa condurre a sostanziali vantaggi di business nel breve, ma, soprattutto, nel medio-lungo periodo.

Martedì, 17 Ottobre 2017 17:38

Il mercato dell'e-commerce in Italia nel 2017

Il mercato dell'ecommerce non conosce crisi ed è in costante crescita, non solo in paesi come Cina e Stati Uniti che hanno fatto da volano a questo settore a livello internazionale, ma anche in Italia.

Per quanto riguarda il nostro Paese, il 2017 fa registrare, sin'ora, un aumento degli acquisti online del 17% rispetto all'anno precedente, per un importo pari a 23,6 miliardi di euro.

Il report che fornisce un quadro della situazione generale del mercato del commercio elettronico in Italia, fornito dalla dall’Osservatorio eCommerce B2c e promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano e da Netcomm, sembra fornire, per quest'ambito, dati sicuramente positivi e incoraggianti che vanno, da una parte, a confermare alcuni aspetti e, dall'altra, a registrare nuove e interessanti tendenze.

In particolare, da questa relazione, emerge che, rispetto al 2016, il numero di utenti italiani che acquistano online è aumentato del 10% arrivando a 22 milioni di persone tra le quali ci sono anche un consistente numero di habitué che hanno consolidato il loro comportamento d'acquisto ed espresso ripetutamente la loro preferenza ad acquistare online generandola maggior parte degli acquisti tramite canali online.

Siamo nell'era del mobile. Oggi, non c'è operazione che non si compia o non si possa compiere in mobilità attraverso l’utilizzo di dispositivi quali smartphone o tablet, il cui utilizzo risulta sempre più in crescita anche nelle fasce d’età più giovani (sotto gli 11 anni) e più anziane (sopra i 70).

Ricordiamo, inoltre, che passiamo, in media, 2,8 ore al giorno davanti al nostro cellulare e solo 2,4 davanti al desktop o laptop.

Se il mobile rappresenta, senza dubbio, il nostro presente e il nostro futuro, non si può dire, invece, che le spinose problematiche legate alla ottimizzazione dei tassi di conversione degli utenti sul web abbiano trovato, in questo epocale cambiamento, una soluzione chiara e condivisa.

Quella del tasso di conversione rimane ancora, infatti, una tematica più che mai aperta per una serie di questioni che sono sotto il vaglio della comunità degli sviluppatori, realizzatori di siti web, studiosi di marketing digitale e web agency che vanno ad intersecarsi con vari contesti della quotidiana routine dell'utente medio del web.

L'innovazione può considerarsi, a tutti gli effetti, uno dei principali vantaggi competitivi che contribuiscono a determinare le sorti dell'economia di un Paese.

La nazioni che scelgono di puntare sull’innovazione, in primo luogo, decidono di migliorare e semplificare processi e servizi per i loro cittadini, sia in qualità di consumatori che di lavoratori e, in secondo luogo, di agire con l'intento di attrarre a sé imprese che hanno o stanno pensando di investire sullo sviluppo di servizi che richiedono alte prestazioni innovative.

Abbiamo più volte affrontato, in questo blog, argomenti e temi inerenti all’innovazione e all’agenda digitale.

L'Unione Europea, già da tempo, ha compreso le potenzialità che l'innovazione (e, aggiungiamo, le applicazioni del web e del digitale) può rappresentare per l'economia europea, ed oggi si parla sempre di più di un mercato europeo dell'innovazione nel quale vengono ad essere disciplinati gli ambiti caratterizzanti questo specifico settore.

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