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Massimo Angelelli

Massimo Angelelli

Responsabile area "Social Marketing & SEO"

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Con internet e l'avvento dell'era digitale, le aziende hanno potuto aprire nuovi orizzonti per i propri business cogliendo vantaggi ed opportunità impensabili fino a un paio di decenni fa.

Il web ha permesso, a chi svolge un'attività di impresa, non solo di promuovere in modo più efficace prodotti o servizi entrando più intesamente ed efficacemente in contatto con il proprio pubblico di riferimento, ma anche di poter intercettare e comprendere meglio i bisogni del mercato riducendo, significativamente, le distanze che, in passato, separavano le aziende dai clienti e, in generale, dai mercati di riferimento.

Comprese le potenzialità del web, oggi, la maggioranza delle aziende hanno o, comunque, si stanno adoperando per avere una adeguata presenza sulla Rete, riconoscendo che realizzare un buon sito web o gestire in modo corretto i canali social, possa condurre a sostanziali vantaggi di business nel breve, ma, soprattutto, nel medio-lungo periodo.

Martedì, 17 Ottobre 2017 17:38

Il mercato dell'e-commerce in Italia nel 2017

Il mercato dell'ecommerce non conosce crisi ed è in costante crescita, non solo in paesi come Cina e Stati Uniti che hanno fatto da volano a questo settore a livello internazionale, ma anche in Italia.

Per quanto riguarda il nostro Paese, il 2017 fa registrare, sin'ora, un aumento degli acquisti online del 17% rispetto all'anno precedente, per un importo pari a 23,6 miliardi di euro.

Il report che fornisce un quadro della situazione generale del mercato del commercio elettronico in Italia, fornito dalla dall’Osservatorio eCommerce B2c e promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano e da Netcomm, sembra fornire, per quest'ambito, dati sicuramente positivi e incoraggianti che vanno, da una parte, a confermare alcuni aspetti e, dall'altra, a registrare nuove e interessanti tendenze.

In particolare, da questa relazione, emerge che, rispetto al 2016, il numero di utenti italiani che acquistano online è aumentato del 10% arrivando a 22 milioni di persone tra le quali ci sono anche un consistente numero di habitué che hanno consolidato il loro comportamento d'acquisto ed espresso ripetutamente la loro preferenza ad acquistare online generandola maggior parte degli acquisti tramite canali online.

Siamo nell'era del mobile. Oggi, non c'è operazione che non si compia o non si possa compiere in mobilità attraverso l’utilizzo di dispositivi quali smartphone o tablet, il cui utilizzo risulta sempre più in crescita anche nelle fasce d’età più giovani (sotto gli 11 anni) e più anziane (sopra i 70).

Ricordiamo, inoltre, che passiamo, in media, 2,8 ore al giorno davanti al nostro cellulare e solo 2,4 davanti al desktop o laptop.

Se il mobile rappresenta, senza dubbio, il nostro presente e il nostro futuro, non si può dire, invece, che le spinose problematiche legate alla ottimizzazione dei tassi di conversione degli utenti sul web abbiano trovato, in questo epocale cambiamento, una soluzione chiara e condivisa.

Quella del tasso di conversione rimane ancora, infatti, una tematica più che mai aperta per una serie di questioni che sono sotto il vaglio della comunità degli sviluppatori, realizzatori di siti web, studiosi di marketing digitale e web agency che vanno ad intersecarsi con vari contesti della quotidiana routine dell'utente medio del web.

L'innovazione può considerarsi, a tutti gli effetti, uno dei principali vantaggi competitivi che contribuiscono a determinare le sorti dell'economia di un Paese.

La nazioni che scelgono di puntare sull’innovazione, in primo luogo, decidono di migliorare e semplificare processi e servizi per i loro cittadini, sia in qualità di consumatori che di lavoratori e, in secondo luogo, di agire con l'intento di attrarre a sé imprese che hanno o stanno pensando di investire sullo sviluppo di servizi che richiedono alte prestazioni innovative.

Abbiamo più volte affrontato, in questo blog, argomenti e temi inerenti all’innovazione e all’agenda digitale.

L'Unione Europea, già da tempo, ha compreso le potenzialità che l'innovazione (e, aggiungiamo, le applicazioni del web e del digitale) può rappresentare per l'economia europea, ed oggi si parla sempre di più di un mercato europeo dell'innovazione nel quale vengono ad essere disciplinati gli ambiti caratterizzanti questo specifico settore.

Come ogni anno, eccoci a fare il punto sulle evoluzioni dell’ecommerce in Italia prendendo spunto dai dati del consueto report annuale rilasciato dalla Casaleggio Associati.

Dalla ricerca emerge che, nel nostro Paese, il fenomeno del commercio elettronico continua ad essere in crescita tanto da potersi riconoscere, finalmente, dei segnali di una fase di maturazione e consolidamento.

La crescita del mercato dell’e-commerce continua ad essere favorita, sia dalla maggiore diffusione di device, come pc, tablet e smartphone a disposizione degli utenti, sia dal progressivo potenziamento delle velocità di connessione alla rete Internet. Queste condizioni hanno costituito il presupposto, inoltre, del sorgere di nuovi servizi ed offerte che consentono agli utenti di rimanere sempre connessi rivoluzionando le abitudini in materia d’acquisto online.

Computer, smartphone, app e il web in generale, hanno segnato profondamente il nostro recente passato e, in particolar modo, l’ultimo decennio, costituendo o, comunque, favorendo la nascita di un gran numero di innovazioni ed invenzioni che hanno segnato in modo indelebile il nostro passato ma che, ancor più, forgeranno il nostro futuro.

Le nuove tecnologie hanno, in primo luogo, migliorato, tanti aspetti della nostra quotidianità e del nostro lavoro, riducendo distanze, rendendo più veloci ed efficienti i servizi, dandoci nuove opportunità e, in secondo luogo, hanno introdotto nuove forme e modalità di comunicazione non solo tra le persone, ma anche tra queste e gli oggetti presenti nei nostri ambienti quotidiani.

La vera rivoluzione copernicana, probabilmente, sta proprio in quest’ultimo aspetto, ovvero, nelle sempre più intense attività di ricerca e sviluppo finalizzate a perfezionare algoritmi che consentano ai computer di apprendere in modo automatico in funzione dell’esperienza acquisita al fine di fornire risposte adeguate ancor prima che i bisogni dell’utente si manifestino. Stiamo parlando dell’ormai nota Intelligenza Artificiale (AI) e, in particolare, di una branca di questa definita Machine Learning (traducibile, in italiano, con l’espressione “apprendimento automatico”).

Martedì, 29 Novembre 2016 10:11

Ecco quello che il Web conosce su di te!

In molti, pensano che l’era dei social network abbia portato, anche in presenza di normative sulla privacy sempre più stringenti (vedi “Tutela dei dati personali: dal 2018 nuove regole comuni per la Privacy”), ad una eccessiva esposizione di gran parte della nostra vita privata a prescindere dalla nostra volontà, fornendo in pasto alla Rete una grandissima quantità di informazioni che potrebbero essere utilizzate anche senza il nostro consenso esplicito.

A conferma della veridicità di quanto detto, vogliamo presentarvi una nuova esperienza interattiva, lanciata recentemente da Ubisoft attraverso la quale, infatti, è possibile a tutti, con pochi click, entrare in contatto con un "oracolo virtuale” che sa tutto di noi e, addirittura, di un nostro probabile futuro!

Un po’ scettici all’inizio, non nascondiamo che ci siamo fatti prendere dalla meraviglia indagando sulle capacità predittive di questo programma che si serve di dati estrapolati dalla Rete per formulare un nostro profilo, nonché, previsioni sulla vita futura.

La realtà di Zalando, nata nel 2008 in Germania grazie a David Schneider e Robert Gentz, è, ad oggi, una realtà multinazionale attiva nel settore del commercio elettronico in 15 paesi del continente europeo. La sede centrale della Zalando GmbH è a Berlino, alla quale si aggiungono altre 20 sedi in tutta Europa.

Non è poi così lontano l'anno in cui la società madre, la Rocket Internet, rappresentava l'incubatrice dell'azienda.

David e Robert testarono un modello, per il progetto Zalando, consistente, sostanzialmente, nella messa online di un negozio online di ciabatte in gomma, non immaginando, sicuramente, il destino di grande successo che avrebbero ottenuto da lì a non molto.

Anche quest'anno, vogliamo prendere spunto dai risultati della consueta ricerca elaborata dalla Casaleggio Associati sullo stato dell'ecommerce in Italia per riassumere un pò le tendenze di questo settore dell'economia che sta diventando sempre più determinante per il PIL nostrano ma anche per lo sviluppo dell'intera economia mondiale. 

Ci permettono, infatti, di avere una visione d'insieme su ciò che sta accadendo nelle aziende italiane, quali sono le rivoluzioni in atto e, sostanzialmente, in che direzione si sta evolvendo il nostro ecosistema commerciale.

Iniziamo col dire che, nel 2015, il fatturato dell'e-commerce italiano ha raggiunto quasi 29 miliardi di euro, crescita dovuta principalmente ai mercati esteri e ai marketplace come Amazon che, tra l'altro, quest'anno, ha visto l'introduzione nelle vendite anche di oltre 30 tipologie di frutta e verdura fresche.

Il recente forum organizzato da Facebook e Confindustria giovani è stata un'occasione per raccontare i migliori esempi di digitalizzazione e per evidenziare alcuni elementi dai quali partire per favorire i processi di efficentamento digitale nel nostro Paese. Un contenitore, quindi, di eccellenze e buoni propositi che, tuttavia, ha voluto mettere anche in luce come il sistema non tenda a dare una mano a tutte quelle realtà che stanno tendando di avviare con fatica il passaggio verso il mondo digitale.

Trasformare l’economia tradizionale in economia digitale significa portare l’industria italiana (ma anche il mondo dei servizi) nel futuro innovando processi produttivi e creando nuovi elementi di competività e grandi opportunità di crescita.

Il 14 luglio scorso i Giovani Imprenditori di Confindustria e Facebook Italia hanno organizzano assieme, al MiCo (centro congressi di Milano), il primo Forum dell’Economia Digitale (FED) strutturandolo come un grande evento finalizzato a mettere in luce la rivoluzione digitale che sta cambiando, in modo irreversibile, non solo il modo di fare impresa, ma anche il modo di essere cittadini, lavoratori e consumatori.

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