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La realtà virtuale cambierà radicalmente le nostre vite. Ad affermarlo è stato il creatore di Facebook, Mark Zuckerberg, durante la presentazione del nuovo Samsung Galaxy S7, che ha preceduto l'apertura del Mobile World Congress 2016 a Barcellona.

Samsung ha presentato l'inatteso ospite che è stato accolto con grande clamore e piacere dal pubblico presente all'evento. Le cinquemila persone in platea, completamente immerse nella realtà virtuale dei Gear VR, non lo hanno visto camminare accanto a loro, ma lo hanno ascoltato spiegare come la realtà virtuale presto cambierà il mondo.
Il CEO di Facebook ha infatti deciso di partecipare all'evento per condividere gli ultimi sviluppi e raccontare al pubblico come ognuno di noi potrà presto condividere le proprie esperienze esattamente così come le ha vissute.

Frigyes Karithy fu il primo a introdurre, negli anni '30, il famoso concetto di “sei gradi di separazione”, aprendo una riflessione che sarebbe durata almeno un trentennio. Lo scrittore e giornalista ungherese affermo, in sintesi, che sono 6 i gradi di separazione che, al massimo, dividono ciascuno di noi da qualsiasi altra persona presente sulla faccia della terra.

In altre parole, qualsiasi individuo è collegato ad un altro attraverso una rete di conoscenze che porta, indirettamente, a potersi collegare con qualuque altra persona al mondo percorrendo, al massimo, una catena di 6 conoscenze dirette. Si tratta di una regola che non è mai stata né comprovata né confutata scientificamente ma che metteva, comunque, in evidenza quanto il mondo fosse sempre più connesso.

L'avvento del Web ha reso l'idea del "piccolo mondo" ancora più concreta. Attraverso strumenti di comunicazione come le email, le chat o i forum, i sei gradi di separazione sono apparsi, per la prima volta, più reali e tangibili rispetto al passato. L'intuizione di Karithy, dunque, non si dimostrò poi così lontana dalla realtà.

Le applicazioni della Realtà Virtuale

Lunedì, 08 Febbraio 2016 Scritto da

La realtà virtuale viene presentata, da tempo, in particolar modo, come la nuova frontiera dell'intrattenimento. Le sue applicazioni, tuttavia, sono davvero molteplici e comprendono anche ulteriori importanti settori dell'audio-visivo, dello sport e dell'education.

Dopo anni di attese, finalmente Oculus ha vuotato il sacco sul debutto commerciale di Rift. Il primo HMD (head-mounted display) per la realtà virtuale verrà lanciato al prezzo di 600 dollari negli States e sarà disponibile in 20 diversi paesi. Le prime spedizioni partiranno il 28 di marzo.
Il prezzo di Oculus Rift è stata una sorpresa poco piacevole, soprattutto in Italia, dove il caschetto per la realtà virtuale costerà la bellezza di 742 euro, spese accessorie incluse. Il pacchetto base includerà infatti l'HMD, un joypad Xbox, una copia del platformer in VR Lucky's Tale, il telecomando Oculus Remote che consentirà navigare le esperienze virtuali in comodità in attesa de controller touch.

Vogliamo iniziare la nostra riflessione con un dato statistico che, riteniamo, possa costituire un prezioso spunto di riflessione per tutti coloro che, a vario titolo, si occupano di ricerca sul web: il 15% delle ricerche che vengono, quotidianamente, effettuate su Google, non sono mai state eseguite in precedenza da alcun utente (per chi volesse approfondire, segnaliamo un articolo di Bloomberg la nota multinazionale operante nel settore dei media).
Si tratta prettamente di ricerche legate a frasi articolate e complesse (cosiddette ricerche long tail o, a coda lunga) che hanno l'obiettivo di trovare dati precisi e puntuali su persone, cose ed eventi.

L'Italia ed il suo rapporto con il Web e la digitalizzazione

Giovedì, 14 Gennaio 2016 Scritto da Massimo Angelelli

Secondo i dati diramati da Eurostat sulla digitalizzazione in Europa nel 2015, nel corso dell'anno appena concluso, la percentuale di italiani che si è connesso al Web per la prima volta è pari al 4%.
Questa percentuale che, di per sé, sembra essere poco significativa, è un dato, invece, piuttosto rilevante sia se valutato in termini assoluti (più elevato rispetto a quello di molti altri paesi europei), sia in termini relativi, in quanto, riferendosi ad una base numerica ancora piuttosto contenuta di utenti attivi in Rete nel nostro Paese, indica che si potranno registrare, nel prossimo futuro, tassi di crescita ancora più consistenti.

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