Blog

Cloud computing questo sconosciuto

Martedì, 26 Marzo 2013 Scritto da

Iniziamo col dire che si tratta di un servizio e non di una tecnologia e che, anche se non ce ne rendiamo conto, tutti noi usiamo servizi "cloud" quotidianamente sia nel privato che sul lavoro: in ambiti finanziari, nel settore pubblico, nei trasporti o nei media fino all'utilizzo personale per lo storage dei dati sui nostri smart phone, il download delle ultime app, l'uso dei social media e molto altro.

Il cloud computing è, ormai, una realtà irreversibile che aiuta enti pubblici, settori produttivi e singoli cittadini a far fronte alle sfide di oggi.

 La prima esperienza, risale addirittura al 1996 quando tre studenti dell'università di Pisa lanciarono un pionieristico motore di ricerca italiano che si chiamava Arianna che, per essere uno dei primi esperimenti, ebbe un discreto successo. Almeno inizialmente. Poi, cominciò il declino sia per l'arrivo di competitor inarrivabili sia per il disinteresse che investì il progetto.

E' arrivato, successivamente, il flop di Volunia che non si è rivelato all'altezza delle aspettative e delle dichiarazioni di intenti fatte al momento del lancio.

 Dietro alle risposte che ci fornisce Google quando lo interroghiamo ponendogli domande di ogni genere, c'è un'infrastruttura di algoritmi in continua evoluzione e perfezionamento praticamente da 15 anni.

Il più importante tra i motori di ricerca sta oggi sperimentando l'introduzione di algoritmi basati sul "machine learning" allo scopo di far diventare ancor più "intelligente" il meccanismo alla base del posizionamento rendendolo in grado di comprendere il linguaggio umano.

 Nel libro "Come sopravvivere nell'era digitale", l'autore e tecnologo britannico Tom Chatfield dichiara di essere un amante ed un sostenitore delle nuove tecnologie ed, in particolare, dei loro potenziali utilizzi positivi. Dichiara, tuttavia, al contempo, che l'approccio degli utenti è per lo più dannoso e improduttivo.

Nel libro vengono dati alcuni suggerimenti su come utilizzare i servizi messi a disposizione da Internet e dai nuovi dispositivi di accesso alla Rete cercando di non diventare degli "alieni" dalla realtà che ci circonda. L'invito dell'autore è quello di rimanere profondamente "umani" nonostante la presenza sempre più "ingombrante" della tecnologia e la pervasività globale delle informazioni.

 Sarà di reale utilità operativa la neonata Agenzia per l'attuazione dell'Agenda Digitale o, in questo quadro di disfacimento istituzionale, il solito calderone tirato su in fretta e furia per spendere oltre un miliardo di euro senza alcuna ricaduta reale sul nostro Paese?

Speriamo davvero di no anche se qualche sospetto sorge: 150 dipendenti, 16 figure dirigenziali le cui nomine spetteranno ai quattro dicasteri Pubblica Amministrazione, Sviluppo Economico, Istruzione ed Economia e una struttura decisamente troppo pesante per i davvero numerosi obbiettivi che, attraverso di essa, si dovrebbero raggiungere.

Ultimi articoli

Seguici sui nostri social network

Close