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Come si classifica l’Italia per Innovazione, Sviluppo Digitale e Imprenditorialità?

Giovedì, 29 Giugno 2017 Scritto da 
Come si classifica l’Italia per Innovazione, Sviluppo Digitale e Imprenditorialità?

L'innovazione può considerarsi, a tutti gli effetti, uno dei principali vantaggi competitivi che contribuiscono a determinare le sorti dell'economia di un Paese.

La nazioni che scelgono di puntare sull’innovazione, in primo luogo, decidono di migliorare e semplificare processi e servizi per i loro cittadini, sia in qualità di consumatori che di lavoratori e, in secondo luogo, di agire con l'intento di attrarre a sé imprese che hanno o stanno pensando di investire sullo sviluppo di servizi che richiedono alte prestazioni innovative.

Abbiamo più volte affrontato, in questo blog, argomenti e temi inerenti all’innovazione e all’agenda digitale.

L'Unione Europea, già da tempo, ha compreso le potenzialità che l'innovazione (e, aggiungiamo, le applicazioni del web e del digitale) può rappresentare per l'economia europea, ed oggi si parla sempre di più di un mercato europeo dell'innovazione nel quale vengono ad essere disciplinati gli ambiti caratterizzanti questo specifico settore.

La politica europea dell'innovazione riguarda sia la tutela delle attività di ricerca e di sviluppo che danno origine all'innovazione, sia la politica industriale che ha, come obiettivo, il creare un contesto nel quale le idee e i progetti possano circolare liberamente all'interno del mercato.

L'obiettivo che l'UE si prefigge di realizzare attraverso questa direzione politica è quello di attrarre non solo un numero sempre maggiore di imprese ma anche di ricercatori. Questi ultimi, infatti, grazie alla presenza di condizioni favorevoli, come l'eliminazione degli ostacoli relativi agli spostamenti sul territorio europeo e ad un maggior supporto ad essi fornito in termini di investimenti, possono accrescere il valore del mercato dell’Unione in generale.

Il recente quadro di valutazione dell'innovazione pubblicato dall'Unione Europea ci fornisce dati specifici in termini di rendimento innovativo dei singoli paesi europei mostrandoci anche la posizione attualmente ricoperta, in quest'ambito, dall'Italia.

Il comunicato stampa della Commissione Europea redatto lo scorso 20 giugno 2017, mette in risalto in generale, la continua crescita dell'innovazione da parte dell'Unione, ma segnala anche, alcune disomogeneità di questa crescita, sopratutto, da un punto di vista geografico, con l'Italia purtroppo, che scende di alcune posizioni rispetto all'anno precedente.

Dal comunicato emerge che in linea generale, il rendimento innovativo migliora in 15 Stati. Si, conferma al primo posto, la Svezia ed evidenzia, la presenza di nuovi trend di sviluppo sempre più rapidi in questo settore riguardanti paesi come Lituania, Malta, Paesi Bassi, Austria e Regno Unito.

Un processo di crescita questo avviato dall'UE, che rispecchia la volontà del vecchio continente di allinearsi e provare a ridurre il divario che in questo campo lo separa da altre importanti realtà d'oltre oceano come Canada, Stati Uniti, Corea del Sud, Giappone e, sopratutto, Cina che cresce a ritmi smisurati.

La Commissione Europea ha mostrato chiaramente di comprendere le potenzialità legate al mercato dell'innovazione tanto che Elżbieta Bieńkowska, Commissaria per il Mercato interno, l'industria, l'imprenditoria e le PMI, ha dichiarato a tal proposito come […] In tempi di globalizzazione e rapidi mutamenti tecnologici, l'innovazione è essenziale per la prosperità dell'economia europea e dei nostri cittadini […]  le competenze della Commissione contribuiranno a migliorare ulteriormente un ecosistema in cui l'innovazione prosperi.

Nel quadro europeo di valutazione del 2017, dopo la Svezia che, come abbiamo già accennato, si conferma leader dell'innovazione, segue Danimarca, Finlandia, Paesi Bassi, Regno Unito (leader dell'innovazione per la prima volta) e Germania.

Il quadro europeo rileva, inoltre, alcuni dati relativi alle posizioni dei singoli Paesi per quanto riguarda i diversi settori specifici d'innovazione.

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Categorizzando per tipologia emerge che la Danimarca risulta essere leader del settore specifico risorse umane e ambiente favorevole all'innovazione, mentre il Lussemburgo dei sistemi di ricerca attrattivi e patrimonio intellettuale; la Finlandia sembra prevale per l'ambito finanziamenti e sostegno, la Germania per il settore investimenti delle imprese, l’Irlanda per l'innovazione nelle PMI e ripercussioni sull'occupazione, il Belgio per le reti e collaborazione nel campo dell'innovazione e il Regno Unito, infine, per gli effetti sulle vendite.

Il quadro europeo di valutazione dell'innovazione annuale consente di rilevare le posizioni dei paesi dell'UE e di alcuni paesi terzi mettendo a disposizione uno strumento interattivo online (lo European Innovation Scoreboard) attraverso è possibile confrontare i rendimenti di tutti i paesi presi in considerazione.

Tra i Paesi a innovazione moderata troviamo, invece, Praga, Repubblica Ceca, Slovacchia, Paesi Baschi e, purtroppo, anche l'Italia, la quale, pur rimanendo sostanzialmente in una posizione sostanzialmente stabile, perde qualcosa rispetto agli anni passati (lo 0,2%).

Avevamo già soffermato lo sguardo, in passato, sui lenti progressi del digitale in Italia nell’articolo “Indice di Digitalizzazione 2016: i lenti progressi dell'Italia digitale”.

Ora, considerando che i fattori presi in esame dal quadro europeo per la valutazione dell'innovazione sono, ad esempio, il grado di preparazione digitale della popolazione, l'imprenditorialità e i partenariati pubblico-privato in ambiti innovativi, l’Italia (escludendo la Svizzera considerato come Paese extra-europeo) ricopre, in questa classifica, il 22° posto.

Essendo parte dei paesi che compongono il G7, l'Italia dovrebbe trovarsi, in questa classifica, molto più in alto. Vedere l'Italia dietro a paesi come Malta, Ungheria, Cipro, Grecia e Turchia, mette in chiara evidenza come il nostro Paese si trovi in una condizione di evidente arretratezza in tema di innovazione.

È auspicabile, pertanto, che nel breve e medio periodo, anche a fronte di maggiori investimenti attuati in questo settore e dei risvolti positivi della politica messa in campo dall'UE, anche l'Italia possa crescere ed iniziare a beneficiare delle potenzialità dei servizi connessi all'innovazione, al web e al mondo digitale.

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