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Cos’è e come funziona Libra, la criptovaluta di Facebook: nasce un nuovo sistema finanziario mondiale basato su blockchain

Lunedì, 24 Giugno 2019 Scritto da 
Cos’è e come funziona Libra, la criptovaluta di Facebook: nasce un nuovo sistema finanziario mondiale basato su blockchain

Dopo averne approfondito in segreto strategie, tecnologie e funzionalità, la scorsa settimana Facebook ha pubblicamente annunciato il lancio, a partire dalla prima metà del 2020, di una nuova criptovaluta battezzata con il nome di Libra (dal nome dell'unità monetaria dell'antica Roma) che sarà una sorta di “GlobalCoin” gestita, inizialmente da un gruppo di 28 membri fondatori fra cui grandi grand internazionali del calibro di Visa, Mastercard, Vodafone, Iliad, Uber, Ebay, Spotify, PayPal, Coinbase, Xapo, ecc. e, ovviamente, Facebook, in qualità di mente dell'iniziativa, ai quali, tuttavia, potranno aggregarsi ulteriori attori che decidessero di investire nel progetto cifre superiori ai 10 milioni di dollari.

Si stima che il progetto complessivo potrà contare su un investimento iniziale di oltre un miliardo di dollari.

Ma vediamo meglio i dettagli del progetto “Libra” analizzando obiettivi, tecnologie ed opportunità ma anche i dubbi, le critiche e le perplessità sollevate da nuomerosi soggetti istituzionali di primario rilievo in campo finaziario, giuridico e istituzionale.

 

  • Cos'è e come funziona Libra, la nuova criptovaluta di Facebook

Facebook ha dichiarato che il mondo ha bisogno di una nuova moneta digitale globale che abbia un elevatissimo grado di accettazione globale e che sia caratterizzata da bassa inflazione e stabilità.

Analogamente alla sostanza delle numerose altre criptovalute (oltre 800) ad oggi presenti sulla Rete (bitcoin, Ethereum, XRP, Litecoin, ecc. - per approfondimenti vedi: coinmarketcap.com), si tratterà di una moneta digitale la cui creazione sarà controllata attraverso la crittografia e che opererà nell'ambito delle tecnologie basate su blockchain, rientranti nelle cosiddette “Distributed Ledger Technologies”, ovvero, soluzioni basate su registri distribuiti che consentono la lettura e la modifica da parte di più soggetti partecipanti alla Rete e, nel caso delle criptovalute, la completa disintermediazione dei pagamenti eliminando qualunque commissione connessa (per approfondimenti vedi: blockchain4innovation.it).

Essendo costruita sul meccanismo della blockchain, la piattaforma di Libra registrerà, quindi, l'intera storia delle transazioni replicandola nei singoli nodi. Possiamo comprendere meglio il concetto immaginando che ogni singola “banconota” utilizzata e gestita dai nostri wallet (“portafogli virtuali”) registri tutta la storia delle singole transazioni realizzate attraverso di essa.

La funzionalità fondamentale della nuova criptocurrency, il cui sistema sarà basato su un nuovo linguaggio Open Source chiamato Move, rimarrà quella di ricevere ed inviare denaro in modo rapido, semplice e sicuro (“alla stregua dell'invio di un messaggio o di una foto” afferma Zuckemberg) senza necessità di possedere alcun conto corrente bancario, estendendo, quindi, questa possibilità anche al 50% delle persone che ad oggi non ne possiede alcuno. A questa funzionalità, il Wall Street Journal ipotizza che si affiancheranno anche modalità di marketing innovative che potrebbero trovare forma in una sorta di meccanismi di “fidelizzazione” con l'obiettivo di stimolare i mercato pubblicitario pagando in “FaceCoin” gli utenti finali che eseguano in misura maggiore la visione, l'interazione o l'acquisto dai negozianti e punti vendita presenti nel circuito. Libra potrà essere utilizzata, inoltre, non solo per acquisti online ma anche per pagamenti in shop o punti vendita fisici. Rispetto alle altre criptovalute ad oggi in circolazione, avrà, inoltre, anche un'ulteriore sostanziale differenza.

Si tratterà di una moneta virtuale la cui quotazione sarà caratterizzata da una volatilità sensibilmente inferiore a quella delle altre criptovalute che sono soggette a meccanismi di domanda ed offerta sul mercato. Al contrario, quella di Facebook & C., si tratterà di una “stablecoin” il cui valore sarà legato ad un paniere di monete internazionali, titoli di debito a breve e ad asset reali (depositi bancari e titoli di Stato in valute provenienti da banche centrali stabili e rispettabili) così da garantirne stabilità, solidità ed assenza delle fluttuazioni legate a manovre prettamentente speculative.

Ulteriore differenza, infine, risiede nel meccanismo del Consenso Distribuito che caratterizza il processo di validazione nella costruzione delle blockchain, nelle quali, attualmente:

a) non esistono terzi intermediari o istituzioni centralizzate;
b) vige un meccanismo della competizione trai vari “nodi” che mettono a disposizione la propria potenza di calcolo;
c) esiste la necessità di presentare, da parte del nodo che risolva il “puzzle crittografico”, della cosiddetta “proof of work” che, una volta validata, da diritto alla remunerazione prevista per la specifica blockchain.

Nel caso di Libra, invece, almeno nella fase iniziale, si tratterà di un sistema centralizzato sotto il diretto controllo della Libra Association. Anche se Facebook ha già dichiarato che, entro un quinquennio, riuscirà a trovare le soluzioni tecnologiche per rendere anche il sistema totalmente decentralizzato (“permissionless”) sul modello di quello che oggi caratterizza le altre criptovalute. Non è, tuttavia, ancora chiaro come si formi il consenso di validazione delle singole transazioni che, nel mondo tradizionale, è a carico dell'intermediario.

Per quanto riguarda il valore della nuova moneta elettronica, invece, dai canali ufficiali di Facebook si evince che dovrebbe essere fissato al cambio: 1 LBR = 1,0493 dollari, ovvero ad oggi, circa, 0,94 euro.

  • Libra Association: ecco chi governerà il nuovo sistema finanziario internazionale

Sostenere che il sistema sia di proprietà di Facebook è formalmente sbagliato o, perlomeno, vero a metà. Come sopra accennato, sono in realtà 28 i soggetti che, inizialmente, faranno parte del consorzio che gestirà la Libra Association. All'interno del gruppo Mark Zuckerberg è, senza ombra di dubbio, la mente dell'iniziativa ma, al fine di prevenire critiche sulla volontà monopolistica di rivoluzionare il sistema finanziario mondiale, si è avvalso della collaborazione gestionale ma, soprattutto, monetaria, di altri ventisette attori (che vorrebbe, tuttavia, portare a 100).

Il gruppo a capo della blockchain che amministrerà la nuova valuta sarà, pertanto, costituito dai seguenti soggetti:

a) nel campo dei Pagamenti: Mastercard, Visa, PayPal, PayU, Stripe;
b) nel campo della Tecnologia e dei Marketplace: Booking Holdings, eBay, Facebook Calibra, Farfetch, Lyft, Mercado Pago, Spotify, Uber;
c) nel campo delle Telecomunicazioni: Iliad, Vodafone;
d) nel campo dei gestori di blockchain: Anchorage, Bison Trails, Coinbase, Xapo;
e) nel campo dei Venture capital: Andreessen Horowitz, Ribbit Capital, Thrive Capital, Union Square Ventures;
f) nel campo Accademico o del No-Profit: Creative Destruction Lab, Kiva, Mercy Corps, Women’s World Banking.

A detta degli esperti, nessuno dei membri in questione prenderà il controllo sull'intera blockchain - coerentemente con la struttura attualmente centralizzata della blockchain - e sull'intero flusso di informazioni.

Tuttavia, anche se il cosorzio sembra essere ben strutturato dal punto di vista della governance avendo, al suo interno, realtà protagoniste nei diversi settori, considerata la posta in gioco, non è possibili non porsi dubbi in merito alla potenziale concentrazione del potere finanziario globale, nelle mani di un ristretto oligopolio privato.

Le banche sono le grandi assenti ma, d'altronde, la scelta trova riscontro e giustificazione nella volontà di Libra di posizionarsi come alternativa ad un attore che fino ad ora ha avuto l'esclusiva su tutte le transazioni finanziarie fra aziende e privati. Certamente un segnale forte e significativo che andrà a ridisegnare il sistema mondiale dei poteri.

  • Calibra, la nuova divisione del gruppo Facebook

Facebook parteciperà, all'interno della Libra Association, con una sua nuova azienda denominata Calibra che sarà anche il nome del nuovo “digital wallet” (borsellino digitale) utilizzabile dal 2020. Disponibile su Whatsapp, Messenger, Facebook e Instagram (anche se potrà essere integrata anche da altre piattaforme), sarà di semplice utilizzo, come l'invio foto o messaggi, con costi molto ridotti.

  • A chi si rivolge il nuovo sistema finanziario globale?

Facebook mira a coinvolgere nel suo progetto globale tutte le seguenti categorie di destinatari:

a) oltre 1,7 miliardi di persone che ancora, nel mondo, non posseggono un conto corrente bancario;
b) il 70% delle piccole aziende operanti nei paesi emergenti che ancora non hanno accesso al credito;
c) i milioni di migranti che, mediamente, spendono 25 miliardi di dollari l'anno in commissioni per le rimesse di denaro;
d) i fidelizzati al sistema finanziario tradizionale da convertire al nuovo.

  • Si tratta di un sistema sicuro? Quali possibili rischi?

Se, da un lato, viene affermato con grande sicurezza che il sistema di Libra non pone problemi di sicurezza in termini di scambi finanziari, analogamente a quanto accade per le altre criptovalute, permane sempre la problematica dell'identificazione univoca dell'identità dei partecipanti alla blockchain, risolto il quale diventerebbe un sistema sicuro e perfettamente tracciabile.

Sotto questo aspetto, sembra che le identità dei singoli account del sistema andranno confermate attraverso idoneo documento di identità rendendo più difficile la vita agli impostori.

In merito alla sicurezza delle transazioni, invece, la Criptovaluta consentirà di effettuare pagamenti online sicuri grazie alle operazioni coperte da crittografia ed all'applicazione di sistemi antifrode analoghi a quelli che attualmente proteggono banche e carte di credito.

Non possiamo, tuttavia, non riportare la dichiarazione del Garante della Privacy Antonello Soru che, al contrario, afferma che “anche il sistema di Blockchain non è sicuro come viene presentato ma evidenzia molto possibili criticità”.

Ulteriore grave problema risulta legato agli aspetti della gestione dei dati personali degli utilizzatori del sistema. Anche se Facebook ha assicurato che i dati legati al social network saranno del tutto slegati da quelli finanziari che saranno conservati su server separati e che non saranno utilizzati a meno che l’utente non autorizzi la società a farlo, permango grandi perplessità in considerazione della potenziale gravità di attività di profilazione finanziaria ed economica collegata a quella comportamentale già operata dal Social Network.

Nonostante la rassicurazione di Zuckemberg, si prefigura un sistema piuttosto fragile e dal difficile controllo in termini istituzionali e giurisdizionali, soprattutto se si tiene conto che Facebook è già sotto accusa per numerosi episodi di illecità gestione dei dati personali degli utenti, profilati, utilizzati e venduti senza i possesso di idonea base giuridica di trattamento o l'acquisizione del consenso degli interessati (vedi, tra tutti, lo scandalo Cambridge Analytica o la violazione dell'impegno di tenere separati i dati social da quelli di Whatsapp).

In tal senso, si è pronunciato anche il Garante della Privacy Antonello Soru che parla, addirittura, di “Emergenza democratica” sottolineando che stiamo assistendo ad un pericoloso passaggio di quote immense di potere dagli Stati o dalle Organizzazioni sovra-nazionali, a soggetti privati che, per la loro stessa natura, tendono a tener conto degli interessi pubblici solo in funzione ai propri interessi economici e di profitto.

Afferma, inoltre, molto chiaramente che si rischia di consegnare un potere illimitato ai colossi del web “se il settore non sarà vincolato in fretta a principi di governance democratica, rischiamo di consegnare un’ampia fetta dei nostri diritti a un pugno di monarchie digitali, fondate sul potere dei dati”, prospettando un preoccupante futuro nel quale grandi oligopoli privati saranno in grado di sottrarre, alle autorità internazionali, margini sempre più elevati di politica monetaria, ovvero, l'utilizzo di quelle leve di politica economica (ad es. acquisto di titoli, stampa di moneta, variazione dei tassi di sconto alle banche nazionali) che, da decenni, vengono messe in atto per stimolare le economie nazionali e tenere sotto controllo la crescita dell'inflazione.

Ai richiami del Garante della Privacy italiano ed alle preoccupazioni espresse dal Garante privacy europeo Giovanni Buttarelli che spinge per eseguire accurati controlli prima della messa in funzione del Sistema, si associano anche i proclami ufficiale della Banca d'Italia che ricorda che solo la Banca Centrale Europea può produrre moneta legale affermando che “l'unica forma di moneta legale - ossia dotata del potere di estinguere le obbligazioni in denaro - è la moneta emessa dalla BCE, in quanto la sua creazione si basa su rigorose procedure che garantiscono la fiducia generale nella moneta e la stabilità del suo valore nel tempo”. Continua, inoltre, invitando tutti i cittadini a non utilizzare le forme di pagamento di “sedicenti organismi monetari” che pretendono di utilizzare moneta parallela, ovvero, “euro scritturali” autonomamente creati del tutto privi di valore e incapaci di estinguere obbligazioni in denaro.

  • Conclusioni e commenti

Terminiamo questo articolo precisando che quella che riguarda il social network di Menlo Park, non è l'unica iniziativa che si sta muovendo nel settore. E' già noto, infatti, che realtà del calibro di JP Morgan o la stessa Sansumg si stiano organizzando per elaborare un proprio sistema di criptovaluta. Quest'ultima starebbe sviluppando una propria “Samsung coin” basata su Ethereum tanto che il nuovo Samsung S10 dovrebbe supportare nativamente un wallet Ethereum.

Aggiungiamo, inoltre, che difficilmente i grandi colossi i-tech si limiteranno a ruoli di intermediazione nei pagamenti. Appare abbastanza palese, infatti, la volontà di scardinare e sostituire gli attuali sistemi bancari entrando come protagonisti nel mercato del credito e del risparmio creando, in questo modo, delle vere e proprie economie parallele che raggiungeranno, probabilmente, maggiore forza ed autorevolezza degli Stati e delle Organizzazioni sovranazionali avente il potere di battere moneta.

Senza considerare che Facebook possiede e profila dati personali di quasi 2 miliardi e mezzo di persone che, qualora venissero incrociati con i nuovi dati raccolti relativi a propensioni e comportamenti di tipo economico e finanziario ed analizzati con algoritmi evoluti di intelligenza artificiale, potremmo trovarci difronte ad un potere di controllo superiore a qualunque forma ad oggi conosciuta.

Per chi volesse approfondire l'argomento anche da un punto di vista "letterario/tecnico/profetico", consigliamo la lettura dell'intervista di Carlo Marroni de "Il Sole 24 Ore" all'ex ministro Giulio Tremonti nella quale illustra i contenuti del suo ultimo libro "Le tre Profezie" (ed. Solferino) mettendo in evidenza come Goethe, Marx e Leopardi avevano già immaginato, centinaia di anni fa, il mondo che si sta delineando sotto i nostri occhi.

Augurandoci di aver fornito un quadro chiaro e completo in merito al recente proclama di Facebook sul progetto di creazione di un nuovo ordine monetario mondiale, lasciamo a voi ogni personale considerazione in merito.

Vogliamo solo permetterci di concludere ricordando che, trai tanti possibili, il sistema democratico è quello che, con tutti i suoi limiti e difetti dovuti per lo più ad sua non corretta e sana gestione, rimane quello che ha garantito, dove applicato, maggiore stabilità, pace e prosperità.

Tutte le iniziative che tendano a concentrazioni di potere economico e politico nelle mani di potenti oligopoli privati sottraendo tali poteri ad autorità democratiche ed elettive, per quanto rassicuranti e luminose nei proclami, sono, a nostro parere, sempre da considerare con occhio molto critico esaminando, attentamente e prima della loro messa in atto, tutte le possibili implicazioni in termini di libertà, diritti civili e sicurezza per i cittadini.

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