25-02-2020

Big Data: cosa sono e come stanno cambiando la nostra vita in un'indagine di Agcom, Agcm e Garante della Privacy

Lo scorso 10 Febbraio, è stata pubblicata un'indagine estremamente interessante sui Big Data realizzata, congiuntamente, da AGCOM (Autorità per le garanzie nelle comunicazioni), AGCM (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato) e Garante per la Protezione dei Dati Personali. Si tratta di uno studio, a carattere divulgativo, di rilevanza decisiva per comprendere lo stato dell'arte e gli scenari futuri di un ecosistema digitale in rapida evoluzione che sta rivoluzionando l'economia ma anche la nostra quotidianità.

Un tema, quello dei Big Data, nel quale siamo avvolti costantemente ogni volta che entriamo in contatto con la Rete Internet, ma del quale si ignorano spesso significati e prospettive, a causa, per lo più, di una scarsa conoscenza tecnica della materia.

Indagine conoscitiva sui Big Data

Ecco perché "L'indagine conoscitiva sui Big Data" assume un grande valore, avvicinandoci, in modo istituzionale, ad un tema complesso, delicato e contemporaneo.

L'indagine (che potete consultare qui nella sua completezza), si struttura in 5 capitoli dove l'universo dei Big Data viene frammentato sotto differenti focus interpretativi:

  • il primo, a carattere introduttivo, presenta i temi d'analisi;
     
  • il secondo mette a fuoco le trasformazione apportate dalla generazione di grandi volumi di Dati nella gestione delle aziende italiane;
     
  • il terzo riporta le considerazioni dell’AGCOM sull'impatto dei Big Data nel settore delle comunicazioni digitali e dei media;
     
  • il quarto, strettamente trattato dal Garante per la Protezione dei Dati Personali, si focalizza sulle misure e cautele da adottare;
     
  • il quinto, prima della conclusione, interpreta il fenomeno in ottica antitrust, concentrandosi sulla tutela del consumatore.

L'Introduzione è decisiva nel chiarire cosa effettivamente siano i Big Data.

In assenza di definizioni normativamente vincolanti, il rapporto definisce il fenomeno come segue: "la raccolta, l'analisi e l'accumulo di ingenti quantità di dati, tra i quali possono essere ricompresi - quelli - di natura personale, potenzialmente prelevati anche da fonti diverse”.

Per capire quanto i dati stiano impattando sulla vita delle persone, basta guardarne i volumi: 28 zettabyte d'informazioni raccolte nel 2018, dieci volte in più rispetto al 2011, con una previsione che sfiorerebbe i 125 zettabyte nel 2025 (un incremento di quasi il 450%), una volta che la rete 5G diverrà una realtà permanente e capillarmente diffusa.

Il primo nodo affrontato dall'Indagine è quello della Digital Transformation in ottica aziendale, ovvero, come internet e il web stiano modificando il management e le strategie aziendali contemporanee e, di conseguenza, i mercati stessi.

Il valore dei Dati

Se su Google vengono effettuate circa 2,7 milioni di ricerche al minuto, è banale capire come le aziende possano sfruttare questa presenza massiva degli utenti sulla Rete per ottimizzare i propri processi decisionali in base alle azioni compiute online dagli utenti.

Il rapporto è inequivocabile nell'esprimere il valore che i dati assumono oggi con la digital transformation lato aziende, essendo destinati ad: “accrescere l’efficienza dei processi produttivi, migliorare la capacità decisionale degli amministratori, prevedere più accuratamente le tendenze di mercato". Una trasformazione che, dunque, porta il Dato a divenire una vera e propria risorsa economica, punto di incontro tra aziende e clienti in nuovo “marketing digitale” guidato da sempre più sofisticati algoritmi di profilazione.

La mole dei dati è decisamente destinata da aumentare in modo esponenziale con l'avvento delle connessioni mobili 5G e la diffusione dell'IOT (Internet of Things) che porterà connessioni in Rete permanenti anche di oggetti domestici che scambieranno i nostri dati con un'infinità di applicazioni.

Il problema più rilevante che sta a cuore a tutte le authority che hanno patrocinato l'Indagine, è quello della tutela di un consumatore che, al fine di accedere a servizi sempre più digitalizzati, permette, senza averne reale consapevolezza, la cessione dei propri dati personali, anche sensibili, a grandi player del mercato digitale che li utilizzino tramite strumenti evoluti di web marketing ed algoritmi di machine learning traendone enormi profitti.

Come, infatti, illustravamo nel precedente articolo Google Chrome ha annunciato il blocco dei Cookie di Terze Parti per migliorare la Privacy e la GDPR compliance, l'utente che navighi un sito web, risulta spesso poco consapevole di quali siano i propri dati trattati e soprattutto da chi vengono raccolti ed utilizzati.

Il Regolamento Europeo sulla Protezione dei Dati

Al fine di mettere un argine a questi fenomeni, l'Unione Europea ha anticipato l'esplosione del fenomeno dei Big Data ed il verificarsi del cosiddetto "Capitalismo della Sorveglianza" (fenomeno definito dall'accademica e scrittrice Shoshana Zuboff), emanando l'ormai noto Reg. UE 16/679 - Regolamento Europeo sulla Protezione dei Dati Personali o GDPR divenuto operativo il 25 Maggio 2018, che si configura come un contrappunto legislativo ad un contesto sempre più caratterizzato da attività di profilazione evolute, algoritmi di intelligenza artificiale, connessioni permanenti alla Rete internet di qualunque oggetto o device.

Capire quanto il GDPR stia riuscendo efficacemente a confinare attività di profilazione a scopo commerciale proteggendo privacy e riservatezza degli utenti, è oggetto di costante dibattito. E' importante, in particolar modo, mantenere sempre elevata la vigilanza sui trattamenti riguardanti grandi moli di dati (Big Data, appunto), affinché vengano costantemente applicate logiche di anonimizzazione che impediscano l'associazione con le effettive identità degli utenti, nonché, l'esecuzione di attività di comunicazione basate su profilazioni avanzate e profonde eseguite senza un consenso dell'utente (ricordiamo, ad esempio, quelle condotte nel noto scandalo che ha visto coinvolte Cambridge Analytica, Facebook e l'app "Thisisyourdigitallife").

Concludiamo queste brevi riflessioni, affermando che la recente indagine di Agcom, Agcm e Garante Privacy, si prospetta come un importante strumento di divulgazione e sensibilizzazione fornendo le chiavi di lettura per approcciarsi ad un mondo tecnologico in rapida evoluzione che, senza un'opportuna conoscenza, rischia di renderci pedine inconsapevoli di un sistema digitale che sta mettendo a rischio buona parte della nostra vita privata, della nostra libertà e, forse, per questo, della nostra democrazia.

Categoria
Nuove tecnologie